La raccolta firme - Coordinamento Popolare

Coordinamento Popolare
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Storia
La raccolta firme
Il 23 dicembre 2013 il Coordinamento Popolare contro la Speculazione sul Centro Carni ha consegnato al Comune le oltre 8.000 firme raccolte sulla “Proposta di Delibera di iniziativa popolare” per la revoca della Delibera n. 81 del 5 agosto 2010 con cui il Consiglio Comunale aveva trasferito ad AMA l’area del Centro Carni.

Con oltre 8.000 firme i cittadini hanno chiesto che l’intero Centro Carni torni ad essere un “Bene comune”.



Ciò è stato possibile grazie all’impegno di tante associazioni e forze politiche del territorio, che per lavorare su questo tema hanno superato anche le divisioni presenti tra loro. Così, a partire dal V municipio, hanno raccolto le firme molti circoli del PD, di SEL, i militanti del Movimento 5 stelle, le Associazioni Forum Europeo, CIP, ASCON, SIULS, i Centri Culturali Morandi, Lepetit e Michele Testa, il Comitato di Quarticciolo, la Cooperativa Assalto al Cielo, gli operatori ed i lavoratori CGIL del Centro Carni.

L’area del Centro Carni si estende per circa 230 mila mq, è situata tra la via Collatina, Piazzale Pascali e viale Togliatti ed è collegata dalla linea su ferro FR2 e dal corridoio della mobilità. La struttura è stata costruita dopo il trasferimento del vecchio mattatoio di Testaccio e, anche se la macellazione si è andata progressivamente riducendo, esistono tuttora 50 operatori, che hanno ristrutturato ed adeguato in questi anni i loro stabilimenti e forniscono circa 10 mila quintali di carne a settimana ai negozi romani con la garanzia di una vigilanza costante delle strutture sanitarie.

Dal 2005 si è avviato un percorso di valorizzazione degli spazi, culminato purtroppo con il progetto della Giunta Alemanno approvato nel 2009, che prevede una cementificazione completa dell’area con oltre 2.000 appartamenti e palazzi di 15 piani sul fronte Togliatti.

Successivamente la Giunta Alemanno conferiva l’area del Centro carni ad AMA con la Delibera 81/2010, consentendole di ottenere un prestito di 92 milioni di Euro a fronte di questo cespite a garanzia. Purtroppo, i debiti complessivi di AMA ammontano a 1,3 Miliardi di Euro e di questi oltre la metà (669 milioni) sono dovuti ad istituti di credito, che hanno chiesto di rientrare entro febbraio 2014 di almeno 312 milioni e questa pressione delle banche sta oggi rischiando di portare ad una rapida svendita dell’area del Centro Carni agli speculatori .

Davanti a questo pericolo imminente oltre 8.000 cittadini romani, la Giunta e il Consiglio del V Municipio si sono espressi all’unanimità per bloccare ogni speculazione sull’area del Centro Carni
, rivendicandone il valore di un Bene Comune per la città e chiedendo che rientri subito in possesso del Patrimonio comunale.

Una volta che l’area sarà rientrata in possesso del Comune di Roma, si potrà aprire un’ampia consultazione tra i cittadini per definire al meglio il concetto di “Bene comune” rappresentato da quella struttura, valorizzando le attività produttive già esistenti, recuperando spazi per uffici pubblici come ASL, strutture amministrative e di sicurezza oggi ospitati in edifici privati con elevati affitti, aprendo spazi per attività culturali e sportive, utilizzando spazi produttivi per lavoro ai giovani e dando spazio a tutto ciò che possa valorizzare un territorio, che di tutto ha bisogno tranne che di altri 2.000 appartamenti privati.
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