Dal SAP alla Delibera 11 - Coordinamento Popolare

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Dallo Studio di Assetto Preliminare (SAP) sull’area del Centro Carni, alla Delibera 11



CENTRO CARNI: DAL SAP ALLA DELIBERA 11
  
  • A Dicembre 2009 la Giunta Alemanno approva uno Studio di Assetto Preliminare (SAP) sull’area del Centro Carni, che prevede oltre 1.000 appartamenti con palazzi di 15 piani sul fronte Togliatti, modificando SAP di precedenti Giunte, che prevedevano comunque enormi cubature di Uffici e residenze sull’area occupata dal Centro Carni comunale;
  • Con la Delibera n. 81/2010 il Consiglio Comunale conferisce all’AMA il complesso del Centro Carni, conferimento che sarebbe diventato efficace solo dopo la stipula di un contratto di affitto  tra Comune ed AMA, di contratti di subaffitto tra Comune ed operatori e dopo la cessione delle quote detenute da Risorse per Roma;
  • Nonostante queste condizioni non fossero allora soddisfatte, AMA ottiene nel 2010 un prestito dalle banche per oltre 90 milioni di Euro dando a garanzia il cespite del Centro Carni;
  • Il Coordinamento Popolare contro la Speculazione sul Centro Carni consegna a dicembre  2013 oltre 8.000 firme per la presentazione di una Delibera di Iniziativa Popolare (Prot. RC n. 22287/13) con cui si chiede la revoca della Delibera 81 ed il mantenimento della funzione di bene comune per il Centro carni di viale Togliatti ;
  • Da oltre 10 anni si sta lasciando degradare la struttura e non vengono messi a reddito 20.000 mq di plateatico mercatale, che potrebbero dare un gettito di 18 Euro/mq/mese e numerosi sono i casi di spreco da eliminare, che potrebbero far tornare notevoli utili al comune;
  • Vista l’impossibilità per AMA di restituire i debiti con le banche, l’Assemblea Capitolina decide di conferire con la Deliberazione n. 30/2014 tutte le proprietà immobiliari dell’azienda in un fondo immobiliare, precisando che devono ancora essere soddisfatte le condizioni per il possesso definitivo del Centro Carni;
  • L’Assemblea Capitolina approva anche degli Odg collegati alla Delibera n. 30 con cui si chiede un coinvolgimento economico e progettuale degli attuali operatori, che hanno dato la disponibilità ad una prelazione dello stabilimento, con l’impegno a mantenere e sviluppare le attuali attività del Centro Carni;
  • Dopo una prima serie di incontri con la presidenza di AMA, gli operatori hanno ribadito la volontà di poter esercitare la prelazione sull’impianto, in cui hanno investito in questi 40 anni oltre 50 milioni di Euro a proprie spese, chiedendo delle precise garanzie su almeno 3 punti :
1)    La stipula dei nuovi contratti di sublocazioni col Comune di Roma, nel rispetto della Legge n. 293/1978 sulla Disciplina delle locazioni;
2)    Il completamento degli atti che a tutt’oggi non riconoscono ad AMA l’effettiva proprietà del complesso, per evitare di firmare contratti impugnabili;
3)    L’incarico ad una figura terza, che possa determinare un valore effettivo del complesso che oscilla tra i 90 milioni della Delibera 81 e i 125 milioni richiesti oggi da AMA e BNP.
  • La risposta dell’Assessorato competente è stata quella di presentare un contratto di affitto agli operatori contenente delle clausole vessatorie, in contrasto con la legge n. 293/1978 sulla Disciplina delle locazioni, che costringerebbero tutti a riconoscere l’obbligo previsto dalla delibera 81 di accettare un rapido trasferimento al CAR. Il tutto aggravato da quanto previsto nella Proposta di Delibera n. 11/2015 che prevede addirittura la revoca delle concessioni e la chiusura del Centro Carni se gli operatori non dovessero firmare tale contratto vessatorio;
  • Infine la proposta di delibera n. 11/2015 prevede di conferire 20 milioni al CAR per avviare la costruzione di un nuovo Centro Carni a Guidonia con dei box privati da rendere idonei a spese degli operatori, senza impianto di macellazione,  togliendo queste importanti risorse agli investimenti nel sociale e nella cultura, con l’unico risultato di cancellare un servizio fondamentale per la sanità pubblica e di far tornare mire speculative sull’area del Centro Carni.
 
COORDINAMENTO POPOLARE CONTRO LA SPECULAZIONE SUL CENTRO CARNI
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